Lo scorso mese ho partecipato ad un corso di formazione a Varsavia sulle arti terapeutiche nell’educazione per adulti, presso il Centro Sensarte, nell’ambito del progetto Erasmus+KA2 “Art Bridge”, coordinato dalla Biblioteca di Zory. Sin da quando ho pubblicato le prime foto e i primi post social di questa esperienza ho iniziato a ricevere molte domande, soprattutto dal pubblico più adulto, che ha dimostrato interesse, curiosità, sorpresa e al contempo un po’ di confusione e incertezza su alcuni principi basilari.

Ho deciso quindi, di condividere in questo articolo ciò che ho appreso dalla meravigliosa trainer Anna Sikorska, nel tentativo di rispondere alle domande che ho ricevuto. Iniziamo subito.

 

Cos’è l’arte terapia?

Negli ultimi tempi ne sentiamo parlare in abbondanza, ma non è sempre ben chiaro il referente di questa espressione. Di fatti, esistono innumerevoli definizioni, anche da parte degli esperti, le quali differiscono a seconda del contesto e dello scopo in cui questa disciplina viene adottata. Vi propongo allora, una definizione che nasce dalla mia esperienza olistica di arte terapia, ed è liberamente ispirata a diverse fonti bibliografiche:

L’arte terapia è l’insieme di attività basate su un processo creativo, che può condurre alla realizzazione di un prodotto artistico (processi attivi – creazione) o alla trasformazione di uno stato d’essere (processi recettivi-fruizione). L’obiettivo delle attività è stimolare il benessere mentale del praticante, attraverso il coinvolgimento attivo di corpo, emozioni e cognizione. Per questo, è una metodologia professionale che può essere adottata sia nella medicina che nell’educazione.

 

E quali sono queste attività? Disegnare e dipingere?

Erroneamente, siamo predisposti a pensare che la parola arte sia equivalente ad attività come disegnare, colorare, dipingere, affrescare, scolpire ovvero tutto ciò che è più associabile alla dimensione visuale. L’arte terapia, al contrario, ci invita e ci allena ad accogliere l’arte come esperienza multidimensionale e cross-disciplinare, che include qualsiasi processo creativo: dalla musica alla scrittura, dal teatro alla danza, dalla scultura alla fotografia al film-making.

Percorriamo insieme un sintetico ex-cursus tra le principali macro-aree arte terapeutiche:

1. ARTI VISUALI: è la prima forma di espressione creativa in cui ci cimentiamo sin da piccolissimi. Disegnare, scarabocchiare, colorare, dipingere, illustrare, per osservare la nostra opera e riflettere sui possibili significati di forme, spazio, sfumature, rappresentazioni e concetti.

2. BIBLIOTERAPIA: dalla lettura di libri alla scrittura creativa, riguarda tutte le attività che hanno a che vedere con la narrazione. Immergendosi nella lettura di una storia o creandone una attraverso le più svariate tecniche, viaggiamo con l’immaginazione, esercitiamo il pensiero logico-semantico ed esploriamo l’universo emotivo vivendo storie alternative alla nostra; allo stesso tempo, arricchiamo le competenze della literacy.

3. MUSICOTERAPIA: la musica, come la nostra vita, è composta di tanti piccoli e singolari tasselli che animandosi all’unisono danno origine al risultato d’insieme. Melodia, ritmo, tempo, armonia ci aiutano a dare una chiave di lettura diversa al nostro tran tran quotidiano o a rievocare ricordi e suscitare emozioni con effetti immediati sull’equilibrio psico-fisico del nostro organismo.

4.DANZA E MOVIMENTO-TERAPIA: persino il più insignificante movimento può avere un impatto inestimabile sulla nostra salute fisica e mentale. Ecco perché, con questo tipo di arte-terapia, ristabiliamo il contatto con il nostro corpo, riscoprendo la consapevolezza della nostra dimensione fisico-corporea.

5.DRAMMA TERAPIA: indossare la maschera, immedesimarsi in un ruolo, improvvisare e improvvisarsi qualcuno o qualcos’altro per imparare a conoscere i limiti in cui ci incaselliamo, l’identità a cui non vogliamo rinunciare, al fine di provare sulla nostra pelle che, di tanto in tanto, possiamo anche farne a meno e fare esperienza del benessere fuori dalla zona confort.

 

Ma a cosa serve tutto ciò?

I benefici e le finalità dell’arte terapia sono infiniti, e specifici a seconda di ogni attività. Diamo un’occhiata insieme ai principali. Dalla mia esperienza personale, propongo di distinguere tra benefici individuali e benefici di gruppo.

  1. Benefici individuali

 

Come accennavo nella definizione, le attività arte-terapeutiche coinvolgono attivamente il praticante nella sua totalità. Di fatti, sia nelle forme attive che in quelle ricettive, il praticante è in primis sollecitato nella sua corporeità: un movimento danzante, un atto di creazione o il semplice ascolto di melodie, sono tutte azioni che si originano nella dimensione fisico-corporea.

 

Questi stimoli fisico-sensoriali, successivamente, si traducono in emozioni e sentimenti che nutrono il benessere emotivo del praticante, favorendo la capacità di sentire, riconoscere, vivere, gestire e valutare questi stati emotivi. Inoltre, stimolando linguaggi diversi da quello verbale, l’arte terapia fornisce nuovi strumenti di auto-espressione e potenzia quelli esistenti, favorendo l’interpretazione e la comunicazione consapevole del proprio sentire. Immaginate, ad esempio, di essere tremendamente arrabbiati con una persona a voi cara. Invece che catapultarle addosso parolacce, accuse ingiustificate, asserzioni di cattivo gusto, di cui sicuramente vi pentirete nel giro di qualche ora….non sarebbe più bello e meno struggente esprimerle questa straripante furia attraverso una canzone o un disegno?

 

Parallelamente, nel processo di fare arte o fruirne, il praticante attiva e allena la sfera cognitiva del pensiero creativo, che favorisce nuovi modelli di pensiero, la ricerca di soluzioni alternative a vecchi problemi e l’emergere di nuove prospettive da cui osservare la realtà esistente, grazie all’attivazione di nuove sinapsi. Allo stesso tempo, anche l’area logica viene stimolata per costruire e attribuire significati, riconnettere memorie ed esperienze di vita al processo artistico in corso.

 

Grazie alla sinergica combinazione di queste tre aree, praticando arte terapia diventiamo più integri, più assertivi ed equilibrati; sviluppiamo l’autostima, l’auto-efficacia, l’auto-realizzazione e tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per affrontare con creatività, calma e centratura i momenti e le fasi più o meno difficili della quotidianità. Facciamo pace con noi stessi e con il mondo in cui ci muoviamo.

 

  1. Benefici di gruppo

Quando praticata nelle sessioni di gruppo, oltre ai benefici individuali vengono innescate altre dinamiche che amplificano il potenziale terapeutico dell’arte. Compartecipare ad una pratica di arte terapia diventa un momento di divertente socializzazione, durante il quale il praticante può esplorarsi attraverso una doppia prospettiva, la propria e quella dei compagni di team, esercitando e migliorando le sue competenze interpersonali, a partire dal contatto fisico e non con l’altro.

 

Inoltre, come abbiamo visto, le emozioni occupano un ruolo centrale nell’arte terapia; di conseguenza, la sessione di gruppo è un terreno fertile per l’empatia, l’ascolto attivo, la comprensione reciproca e la comunicazione assertiva. Passo dopo passo, dalla fase iniziale di primo contatto a quella finale di integrazione, il gruppo prende forma, interagisce, collabora verso un obiettivo comune, co-costruisce, fino a quando diventa un posto sicuro, in cui il praticante si sente libero di dare spazio all’auto-espressione, di condividere esperienze, opinioni ed emozioni, sentendosi allo stesso tempo nel privilegiato ruolo di contributore unico e attivo ad un processo di creazione collettiva.

 

Un altro beneficio interessante è la scoperta dell’universalità: dal confronto con l’altro attraverso i linguaggi multimodali, scopriamo e impariamo che non siamo gli unici a portare fardelli sulle spalle; e così nei nostri momenti più bui e catastrofici ci sentiamo meno soli, e più umani.

 

In che senso possiamo adottare l’arte terapia nell’educazione per adulti?

Un luogo comune sull’arte terapia è che si tratti di un’attività per giovani, se non addirittura esclusivamente per l’età infantile. Falso. L’istinto artistico è una risorsa innata dell’essere umano che può (e a mio parere deve) essere stimolata e potenziata anche e soprattutto da adulti quando fossilizzarsi mentalmente è sempre più facile e ricorrente.

Nell’educazione per adulti, ad esempio, possiamo impiegare l’arte terapia come pratica fine a sé stessa, per raggiungere diversi obiettivi con i praticanti 50+: risvegliare il pensiero creativo; esplorare e ricostruire la memoria autobiografica; attribuire significato agli eventi del passato e integrare nuove soluzioni a vecchi conflitti irrisolti; ri-scoprire talenti, passioni e attitudini personali per affrontare le transizioni di vita con integrità e sicurezza; promuovere la socializzazione e l’inclusione in risposta alla marginalizzazione sociale; allenare corpo e mente per avanzare nel tempo in uno stato di equilibrato e piacevole benessere.

Inoltre, con apprendenti 50+ l’arte terapia può diventare uno strumento di supporto didattico in altri processi educativi, come ad esempio l’apprendimento linguistico, lo sviluppo delle competenze digitali o l’educazione alla consapevolezza ecologica. Inglobando gli strumenti arte terapeutici negli approcci più tradizionali, forniamo agli apprendenti 50+ un repertorio di canali più variegato per imparare in modo interattivo e ampliare il proprio spazio di espressione alla multi modalità. Dipinti, racconti, maschere, strumenti musicali diversificano la didattica, coinvolgendo l’apprendente in una esperienza nuova, interessante e sfidante, migliorando anche l’ambiente e la qualità dell’apprendimento.

Vorrei concludere questa guida basica con delle parole che, secondo me, riassumono l’essenza di questa metodologia così eclettica ed eterogenea:

L’arte terapia è una disciplina accessibile a tutti. Non importa quanti anni hai né quanto sei artista. Tutto ciò che ti serve è il coraggio di lasciarti trasportare nell’ignoto dalla creatività che giace assopita dentro di te.

 

Nel prossimo mese organizzeremo un workshop gratuito di arte terapia presso EduVita per condividere con i nostri studenti questo meraviglioso mondo. Iscriviti alla newsletter per restare aggiornato sul calendario.

Se sei un educatore di adulti e ti interessa esplorare l’arte terapia come strumento didattico, contattaci e scopri di più.

Articolo a cura di Filomena Locantore, copywriter creativa

Altre fonti: Malchiody Cathy A. (2006), Expressive Therapies

Fancourt, Finn (2019), What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping reviewWorld