Fare arte per dare al mondo qualcosa di nuovo 

Intervista a Yulia Solod

Yulia Solod con un quadro di Antonio Verri.

Yulia Solod con un quadro di Antonio Verri.

Qualche giorno fa, è venuta a trovarci Yulia Solod artista contemporanea di origini russe, che fa parte della giuria del “Declaro – Contest d’Arte Creativa”, organizzato da EduVita. Ne abbiamo approfittato per intervistarla e ascoltare le spassionate confessioni sulla sua personale storia con l’arte.

-L’arte è il modo per schiudermi al mondo nella misura in cui voglio, sin da quando ero bambina- ci rivela Yulia – Avevo circa due anni ed ero sempre con una matita in mano! Disegnavo dappertutto, non solo su carta, ma anche sotto il tavolo, sulla porta, sul pavimento. Mangiavo, dormivo e andavo in giro, sempre con una matita. A tre anni mi hanno dato dei colori… Mia madre racconta che le mie mani e i miei vestiti erano sempre imbrattate, e le pareti di casa scarabocchiate. Crescendo l’arte è diventata un rituale speciale per me. Passare del tempo da sola con un quadro, spesso ascoltando musica e pensando ad alta voce, senza che nessuno interrompa la sacralità di quel momento. Mi sento come travolta da un’onda che mi impedisce di smettere di creare, e anche se sono molto stanca, posso continuare senza dormire.

Yulia nasce a Ussuriisk, Russia Orientale, dove sin dalla tenera età frequenta scuole d’arte, sprigionando la sua innata passione creativa. Dopo il diploma presso Vladivostok Art College nella città di Primorskii Krai, Russia, si trasferisce a Mosca dove consegue brillantemente una Laurea in Interior Design. Nel frattempo, si dedica instancabilmente a fare arte, spaziando tra le più disparate tecniche tradizionali e non, partecipando a mostre, concorsi, vincendo premi e riconoscimenti. Nel 2017, arriva in Italia per uno stage presso lo studio di Arnaldo Miccoli, noto artista di origini salentine. Nel 2019, consegue la Laurea in Pedagogia dell’Arte presso l’Università di Mosca.

Grazie alla sua esperienza da insegnante e pedagoga d’arte, Yulia è di frequente a contatto con adolescenti e giovani che, osserva quotidianamente notando :

Nel mondo di oggi i giovani sono alla ricerca di nuovi modi per rivelare i loro talenti e opportunità, nuovi modelli di comportamento e manifestazione della loro individualità. E quando li trovano, li adottano come modello del proprio comportamento. I giovani d’oggi hanno molti modi di esprimersi, gli sport estremi, i social network, internet, le nuove forme d’arte, ma non seguono spesso questo tipo di auto-realizzazione, perché non vengono incoraggiati abbastanza.

Di fatti, quando l’abbiamo invitata a diventare membro della giuria del Declaro -Contest d’Arte Creativa, Yulia ha immediatamente accettato con entusiasmo e senza esitazioni, proprio perché si tratta di un’occasione e un’opportunità di promozione dell’arte e della creatività tra le giovani generazioni, per le quali il processo creativo è di inalienabile importanza, soprattutto in quell’età in cui occorre costruire la propria identità ed esplorare il proprio ruolo nel mondo.

-Nella nostra evoluzione abbiamo un valore speciale- ribadisce Yulia, parlando del rapporto tra giovani e processi artistico-creativi- l’essere unici, la capacità di prendere decisioni non convenzionali, la capacità di vedere un problema da una nuova prospettiva. L’unicità è strettamente legata alla creatività. La creatività implica una nuova visione, una nuova soluzione, un nuovo approccio, la volontà di rifiutare modelli familiari e stereotipi di comportamento, percezione e pensiero. La creatività è portare nel mondo qualcosa di nuovo.

Ciò che più colpisce e affascina Yulia del Declaro – Contest d’Arte Creativa è la sfida intergenerazionale; di fatti, il concorso chiede ai giovani artisti e aspiranti, di cimentarsi nella libera re-interpretazione del Declaro, opera-emblema di Antonio L. Verri, l’eclettico artista salentino della scorsa generazione, ponendo così un ponte tra arte passata e arte contemporanea; instillando un dialogo tra codici tradizionali, spesso guardati con disinteresse dai giovani, e codici moderni, innovativi, spesso guardati con diffidenza dai meno-giovani. Un dialogo che, come suggerisce Yulia, è indispensabile:

Personalmente, penso che non ci sia una formula unica per “creare la bellezza, ci sono principi importanti per molti artisti della vecchia generazione, che hanno un sacco di esperienza da trasmettere alle giovani generazioni. E allo stesso tempo, è un bene per i più anziani osservare le giovani generazioni per capirli meglio, e magari imparare dalle novità. Direi che al momento c’è un certo conflitto tra classico e arte contemporanea, come un conflitto tra le generazioni, e per risolverlo dobbiamo coinvolgere diverse generazioni in un dialogo, attraverso la partecipazione a progetti artistici comuni!

D’altronde l’arte e la creatività rivestono da sempre un ruolo centrale, non solo nello sviluppo individuale, ma anche e soprattutto in quello collettivo, nell’evoluzione della società:

Ci sono moltissimi popoli sul pianeta Terra, ognuno con la propria cultura, unica e irripetibile. Alcune culture restano indietro sia nel tempo che nello spazio. Ecco perché il riavvicinamento dei popoli attraverso le arti è spesso il ponte che collega generazioni e paesi; e oggi, questo ruolo non può e non deve essere sottovalutato. L’arte è una forma della coscienza collettiva della società. Sviluppa la spiritualità umana, i sensi e la capacità di pensare. L’arte educa e stimola l’immaginazione creativa dell’uomo. La comunità internazionale, “People of Art”. L’arte , in quanto forma innata di auto-espressione, è fondamentale per ciascuno di noi. E solo esprimendo creativamente i nostri pensieri, potremo capirci l’uno con l’altro. E continua a crescere, ad evolvere come individui e come società.

Infine Yulia, lancia un appello a tutti i giovani talenti, dallo spirito creativo, appassionati d’arte e creazione, aspiranti artisti, invitandoli ad accettare la sfida del Contest Declaro e “portare nel mondo qualcosa di nuovo”, perché “la bellezza risiede nella diversità d’arte, e il mondo ha bisogno di cose belle”.

Per scoprire di più sul Declaro