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VITA DIARIES – Ogni giorno un tassello in più per il ponte intergenerazionale

Dallo scorso ottobre, EduVita coordina il progetto Erasmus+ “Intergenerational Bridge: Connect to Create”, ideato da Hanna Urbanovich, adult educator e trainer in collaborazione con 5 partner internazionali, per favorire il dialogo tra generazioni e per migliorare e diversificare l’offerta formativa che la società europea oggi propone alla generazione senior.

L’obiettivo del progetto è sviluppare, creare, sperimentare nuove pratiche e nuovi strumenti da adottare nell’educazione intergenerazionale, al fine di migliorare i sistemi e i modelli di educazione per adulti, promuovere nuove opportunità e modalità, costruendo allo stesso tempo un ponte che annulli il divario tra generazioni. Durante 2 corsi di formazione, EduVita e i partner europei da Polonia, Slovenia, Turchia, Lituania, Repubblica Ceca condivideranno le buone pratiche di dialogo e apprendimento intergenerazionale e svilupperanno insieme modelli e strumenti alternativi per un’educazione permanente innovativa e coinvolgente, che vede ogni apprendente, di qualsiasi età, protagonista assoluto del processo di apprendimento.

Questo compendio di buone pratiche, a cui i partner stanno lavorando cooperativamente, contribuendo ciascuno con il proprio know-how e la propria esperienza in ambiti e aree specifiche dell’adult education è consultabile presso il portale ufficiale del progetto Intergenerational Bridge: Connect to Create.

Tra le diverse buone pratiche adottate quotidianamente da EduVita, c’è l’iniziativa “Vita-Diaries” nata da un’idea della nostra Hanna Urbanovich, che ha re-interpretato in chiave intergenerazionale il consolidato e noto modello della Human Library. Vita-Diaries è una collezione di diari umani over 55, di studenti senior che si raccontano ai giovani volontari da Spagna, Estonia e Belgio, attualmente a Lecce (associazione VulcanicaMente) per un progetto del Corpo Europeo di Solidarietà.

– Mi commuove sempre vedere come EduVita diventa un ponte fisico e metaforico tra generazioni. I ragazzi ascoltano curiosi le storie, le riflessioni e le emozioni di chi appartiene a un’età altra dalla loro, scoprendo con meraviglia il potenziale di ciò che si può imparare dalla generazione senior- commenta Hanna Urbanovich- Allo stesso tempo, gli intervistati over 60, si sentono valorizzati, ascoltati, compresi. I loro occhi brillano. Scoprono che ancora hanno tanto da imparare e tanto da insegnare, ma soprattutto che c’è un pubblico giovane, entusiasta e motivato, che è genuinamente interessato ai loro racconti, alle loro esperienze. Ai loro diari di vita.-

Attraversare il ponte intergenerazionale non è l’unica sfida per i senior che partecipano a Vita-Diaries. C’è una barriera ancor più accattivante da superare: quella interculturale. Di fatti, gli intervistati originari del Salento hanno avuto l’opportunità di stabilire un contatto diretto con Anais da Belgio, Carlos dalla Spagna e Pille dall’Estonia, di interfacciarsi quindi con culture diverse, utilizzando una lingua che non è né il dialetto né l’italiano, ma l’inglese.

Pertanto Vita-Diaries è un modello educativo di life- long-learning che coinvolge l’apprendente senior in un processo di apprendimento multidimensionale, da quello linguistico a quello emotivo, dal logico-narrativo a quello interculturale, per finire al perno centrale del dialogo intergenerazionale. Ad esempio, Rosemarie (70 anni, Lecce) narra ad Anais (22 anni, Belgio) il suo diario da prima generazione Erasmus, che risale a circa 30 anni fa. Cecilia (78 anni, Lecce) racconta a Carlos (27 anni, Spagna) dei suoi viaggi attraverso Australia, Giappone e Sud America e della sua inarrestabile voglia di girare per il mondo esplorare. Attraverso l’intervista si esplora così l’esperienza del viaggio, della scoperta di nuovi mondi e nuove culture da una doppia prospettiva, giovane e senior.

Carlos e Cecilia

Un aspetto notevole è che il processo educativo è mutuo e reciproco, perché allo stesso tempo i giovani intervistatori hanno l’opportunità di entrare nel vivo della storia e della cultura italiana, esplorando attraverso i racconti reali l’Italia che fu. È proprio ciò che leggiamo nell’intervista di Pille, 30 anni, Estonia a Maria Grazia, 61 anni, Lecce, che sollecitata dalle domande della giovane intervistatrice, si lascia andare al racconto della sua vita attraverso la narrazione dei cambiamenti vissuti dall’Italia negli ultimi decenni e uno squisito excursus letterario dal romanzo italiano dell’800-900 a quello contemporaneo.

Grazie alle interviste-diario intergenerazionali, si riscopre e ri-emerge quel terreno comune tra generazioni lontane, quello spazio di inclusione di cui hanno bisogno giovani e adulti per arricchirsi a vicenda, ed educatori e professionisti della terza età per osservare e indagare nuove tecniche e nuove modalità di erogazione e facilitazione dell’educazione permanente. Per aggiungere, tutti insieme, un tassello in più al ponte intergenerazionale.